Nel Boxing Day di Premier spicca la sconfitta del Manchester City sul campo dei Wolves. I Citizens in vantaggio di due reti a zero, seppur con un uomo in meno (espulso Ederson per un’escursione suicida fuori dalla sua area), si fanno rimontare e, con qualche leggerezza difensiva di troppo (la scarsa protezione del pallone di Mendy per esempio), buttano via tre punti che potevano riportarli al secondo posto e riportare un po’ di morale a Manchester.
La compagine di Guardiola si trova infatti a ben 14 punti dai Reds che hanno totalizzato la bellezza di 52 punti pareggiando solo 1-1 ad Old Trafford e vincendo le altre 17 partite. Un gap quasi incolmabile, anche secondo lo stesso Guardiola.
Il Manchester City non è più la squadra killer e spietata dello scorso anno, capace di monopolizzare l’Inghilterra vincendo tutte le competizioni inglesi a cui ha partecipato: Premier League, FA Cup, Community Shield e Coppa di Lega.
Quest’anno, dopo aver vinto nuovamente la Community Shield, ha dimostrato delle difficoltà in più in campionato, non partendo come ci aveva abituato negli ultimi anni.
Alcuni parlano di “Crisi City” e di un “Guardiola a rischio”. Secondo me invece si tratta solo di un comprensibile momento no in campionato, dopo gli ultimi anni ad altissimi livelli.
In Champions League la squadra ha fatto il suo, vincendo un girone assolutamente non impossibile. Ora il vero esame è agli ottavi di finale contro gli “esperti” del Real Madrid.
La duplice sfida con i madrileni potrà essere il vero spartiacque della stagione del City: con il campionato (forse) già chiuso, l’unico obiettivo di Pep potrebbe essere la coppa delle grandi orecchie che permetterebbe al City di fare un salto di qualità portandola ad essere una vera regina del calcio europeo.
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