28 punti in 13 giornate, 6 vittorie di fila in Serie A, imbattuti in casa in tutte le competizioni, terza miglior difesa e quarto miglior attacco: al 25 novembre 2024 la Fiorentina vola sulle ali dell’entusiasmo in piena lotta Champions League, insieme ad Atalanta, Inter e Lazio, che la accompagnano a pari punti.
Una posizione sicuramente straordinaria per la compagine viola che esalta il lavoro di mister Palladino, arrivato in estate tra qualche mugugno per sostituire l’esperienza triennale di Vincenzo Italiano, fautore di 2 finali di Conference League e 1 di Coppa Italia, tutte concluse amaramente.
Una squadra di livello, probabilmente la più forte dell’era Commisso: Gudmusson, Dodo, De Gea, Comuzzo, Kean, Bove e Adlì le principali sorprese e i nomi più caldi, ma potremmo continuare. Un mix perfetto (in ordine) di: qualità, entusiasmo, esperienza, spensieratezza giovanile e voglia di rivincita verso quei club che di certo non hanno creduto in loro.
Tuttavia, la viola non è nuova a queste posizioni: quasi 11 mesi fa iniziava il nuovo anno al quarto posto in classifica, concludendo il girone d’andata in zona Champions League, lasciandosi alle spalle il glorioso Bologna di Thiago Motta, che sorpasserà i viola proprio nelle giornate successive e si conquisterà una meritatissima qualificazioni in Coppa dei Campioni.
Quello che voglio sottolineare, dopo elogi vari, è il non montarsi la testa: abbiamo già assaporato l’anno scorso (e gli anni prima, con cocenti delusioni a un passo dagli obiettivi stagionali) che più in alto sei e più fa male cadere. Serve la maturità delle grandi squadre nel non disunirsi quando il gioco inizia a peggiorare, perchè i risultati devono continuare ad arrivare con costanza. Solo così si possono raggiungere obiettivi ambiziosi.
Sicuramente la squadra quest’anno è più solida e il gioco di Palladino è diverso da quello di Italiano: meno possesso palla, più verticalizzazioni e un maggior aspettare l’avversario, per poi punirlo nelle ripartenze con la velocità e la qualità dei singoli, che si conoscono già a memoria. Si respira qualcosa di diverso. Tuttavia, piedi per terra. Lavorare, lavorare e lavorare. Anche sul piano mentale.
La classifica è bellissima, ma è bene che venga guardata con cautela, ricordando gli sbagli commessi non troppo tempo fa ed evitando di ripeterli.
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